| Le medicine dei buoni |
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Se ho contato bene sono sei gli spazi pubblicitari di case farmaceutice presenti sull'ultimo numero di Vita, il settimanale italiano del noprofit (n.10) che nel tempo ha consolidato forti relazioni con il settore privato e probabilmente ingenti donazioni grazie alla "responsabilità sociale delle imprese". A questi spazi si aggiungono tre intere pagine che descrivono i progetti umanitari sostenuti dalle stesse case. A marche quali Pfizer, Roche, Novartis, Aventis si affiancano i loghi e e le iniziative di alcune delle più note organizzazioni del terzo settore presenti in Italia, molte delle quali membri del comitato editoriale. Sul settimanale trova spazio l'incontro tra vittime e salvatori e, proporzionalmente risulta sempre meno evidente chi è l'aggressore. Le case farmaceutiche sono certamente molto interessate ad annoverare i loro messaggi e il loro brand tra i buoni e una grande porzione del terzo settore italiano si presta a questa campagna mediatica. I messaggi pubblicitari dell'industria farmaceutica propongono su Vita i loro cieli azzurri e le loro famiglie felici mentre, nei paesi del sud del mondo, le persone continuano a morire anche grazie alla promozione e alla protezione di forti interessi economici che di azzurro e di felice non hanno nulla. Tutto ciò si gioca nel pesante silenzio di coloro che in qualche modo possono, grazie a Vita, sentirsi parte del grande circo dei buoni. Pippo Costella - Defence for Children International Italia Il Manifesto - lettere - 16 marzo 2007 |