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RESILAND - Aperte le iscrizioni per il Corso Europeo su Resilienza e Partecipazione

RESILAND Monogramma posSono aperte le iscrizioni per partecipare al corso europeo di formazione su Resilienza e Partecipazione relativo all'accoglienza dei minorenni migranti. L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto RESILAND, co-finanziato dall'Unione Europa - Programma Prevenzione e Lotta alla Criminalità.

I temi principali affrontati dal corso sono: diritti dell'infanzia, partecipazione dei minori, cicli della migrazione, narrative e biografie come elementi chiave per creare strategie volte ad assicurare una maggiore protezione del minore.

Il corso si terrà ad Avigliana (Torino) dal 3 al 7 maggio 2015 presso la Certosa 1515 e sarà replicato ad Atene, in Grecia, dal 31 maggio al 3 giugno. Il corso si svolgerà interamente in inglese.

Il numero chiuso è di 25 partecipanti e tutte le spese  sono a carico del progetto. La scadenza per presentare la domanda è domenica 15 marzo

Scarica il bando e il modulo di iscrizione

 

Tutela minorenni non accompagnati: accordo con il Comune di Bologna e la Cooperativa Camelot

Lo scorso mese di dicembre Defence for Children Italia ha firmato un accordo di collaborazione con il Comune di Bologna e la Cooperativa Camelot per la collaborazione nell'ambito del progetto SPRAR 2014-2016.

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Seminario Closing a Protection Gap 2.0

Il giorno 11 dicembre si svolgerà a Bruxelles presso il Parlamento Europeo il seminario di chiusura del progetto "Closing a Protection Gap 2.0, implementare gli Standard per Tutori di minorenni non accompagnati in Europa". L'iniziativa è co-finanziata dalla Commissione Europea, Programma Daphne III.

Obiettivo dell'evento è discutere i risultati dell'iniziativa e delineare possibili azioni future. Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili alla pagina informativa oppure sul sito corestandardsforguardians.com

Seminario conclusivo Progetto ADAMO

Il prossimo 28 Novembre, presso il CESV in Via Liberiana a Roma, si svolgerà il seminario conclusivo del progetto ADAMO - Adulto Amico, un’iniziativa co-finanziata dal Fondo dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ex legge 266/1991) – DIRETTIVA 2013.

L’obiettivo generale che ha guidato il progetto è stato quello di orientare e sostenere, attraverso il consolidamento di un gruppo di volontari attivi, definiti “adulti amici”, i percorsi penali dei ragazzi dal sistema di giustizia minorile verso contesti e processi tesi all’integrazione sociale ed economica e alla formulazione di una progettualità positiva. 

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Egitto: Insieme per la GIUSTIZIA

Dal 20 al 22 ottobre si è tenuto al Cairo un workshop dal titolo “Insieme per la giustizia”, parte delle attività di capacity building di Defence for Children Palestina in collaborazione con il Segretariato Internazionale; coinvolti in questo evento erano i partner locali della regione MENA, Yemen, Giordania, Palestina, Egitto, Tunisia, Marocco, Mauritania e Sudan. Scopo dell’incontro era il rafforzamento della relazione con la Lega Araba ed hanno partecipato, contribuendo al dibattito, le sezioni belga e quella olandese di Defence for Children International.

Tra i risultati ottenuti da questo incontro, tenutosi nella sede della Lega Araba alla presenza di Inas Mekkawy, Ministro plenipotenziario presso la stessa Lega Araba e capo del Dipartimento della Famiglia, Minori e Donne, c’è la definizione di una strategia di intervento comune alla regione MENA, inoltre una prima definizione delle linee guida del manuale sulle pratiche della giustizia minorile della regione.

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Sierra Leone: Approccio di genere, strategia chiave per combattere il virus dell’Ebola

Secondo la sezione di Defence for Children Sierra Leone le donne e le bambine sono più a rischio di contrarre il virus dell’ebola rispetto agli uomini e ai bambini. Anche se i dati delle statistiche diffuse pubblicamente non presentano dati disaggregati per genere ed età, le Nazioni Unite insieme alle organizzazioni internazionali e agli operatori sanitari locali denunciano questo dato. In particolare l’Unicef riporta che il 55/60 per cento dei decessi nei tre paesi maggiormente coinvolti dall’epidemia riguarda esseri umani di genere femminile.

DCI Sierra Leone crede che l’alto rischio di contrarre il virus per le donne dipenda dai ruoli tradizionali di genere a loro preposti: le donne sono di fatto la parte della società più esposta ai contatti con l’esterno, a causa delle mansioni domestiche che devono svolgere. Ad esempio, le donne sono coinvolte in prima linea nella cura delle persone malate e dei corpi in caso di decesso e sono coloro che si occupano dell’organizzazione dei riti funebri e del supporto alle famiglie dei defunti, che generalmente dura quaranta giorni. Sono inoltre coloro che fanno visita negli ospedali ai malati, che si occupano delle cure degli orfani di genitori morti per ebola. La maggior parte dei morti per ebola erano infermieri e tra questi ancora una volta la maggior parte erano donne. Inoltre, sono le donne che hanno il ruolo di ricevere gli ospiti nelle loro case, dunque sono coloro che hanno maggior contatto con la comunità e la società in generale. 

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