
Il Municipio I Centro Est è l’unico territorio pilota italiano di un progetto europeo che coinvolge Italia, Grecia, Portogallo e Cipro con l’obiettivo di costruire sistemi municipali integrati di tutela dell’infanzia.
Ogni anno milioni di bambini e bambine nel mondo subiscono violenze, spesso proprio nei luoghi che dovrebbero essere i più sicuri: casa, scuola, comunità. Nello stesso tempo, i sistemi di protezione dell’infanzia restano, in molti territori, frammentati e poco coordinati. È per colmare questo divario che nasce Safe in Town, progetto europeo coordinato da Defence for Children International Italia e cofinanziato dall’Unione Europea.
Il progetto si articola in quattro Paesi - Italia, Grecia, Portogallo e Cipro - con un approccio municipale: lavorare alla scala più vicina ai bambini e alle bambine, quella del territorio locale, per costruire politiche di child safeguarding concrete, integrate e sostenibili nel tempo. In Italia, il territorio pilota è il Municipio I Centro Est di Genova, che si conferma così avanguardia nazionale su un tema cruciale.
Nella giornata di ieri, Martedì 21 aprile 2026, a Palazzo Tursi, si è tenuta una tavola rotonda promossa dal Municipio e da Defence for Children Italia, che ha riunito istituzioni, servizi sociali e sanitari, scuole e terzo settore. L’incontro ha fatto il punto sul lavoro svolto finora e tracciato i prossimi passi verso la redazione di una child safeguarding policy municipale: un documento che ogni soggetto che collabora con il Municipio su progetti rivolti ai minori sarà chiamato a conoscere e sottoscrivere.
Dal lavoro di mappatura preliminare condotto insieme al gruppo territoriale è emersa con chiarezza una priorità: superare la frammentazione del sistema. Molte risorse sono già presenti sul territorio, ma manca ancora un coordinamento integrato che le renda efficaci e accessibili a chi ne ha bisogno, in primo luogo i minorenni stessi.
Il gruppo di lavoro è attualmente formato da il Municipio con tutti i suoi servizi, i servizi educativi 0-6 del Comune di Genova, la ASL 3 con i consultori, il Garante per l’Infanzia, il nucleo fasce deboli della Polizia Locale, scuole del territorio di primo e secondo grado, organizzazioni del terzo settore tra cui il Patto di Comunità, i servizi sociali. Adesso il gruppo si sta allargando anche alla Casa sull’Albero dell’ospedale Gaslini e ad altre organizzazioni specifiche del territorio che vogliono far parte del progetto.
Un tema specifico emerso con forza riguarda le scuole statali: a differenza delle scuole comunali già dotate di procedure proprie, le insegnanti degli istituti statali si trovano spesso sole di fronte a situazioni di rischio, senza un protocollo condiviso su chi attiva la procedura e come. La policy municipale intende colmare proprio questa lacuna.
Inoltre, dal tavolo, con la condivisione degli attori a oggi coinvolti, è emerso un dato che merita particolare attenzione: nonostante la presenza di numerose famiglie straniere, a essere segnalati e seguiti dai servizi risultano prevalentemente bambine e bambini italiani. Un dato in controtendenza rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare per cui, come ribadisce Cosso, “è importante lavorare con i dati reali del territorio”.
Il risultato finale del percorso sarà quindi una policy condivisa e vincolante: chiunque partecipi a bandi del Municipio, richieda patrocinii o lavori con minori nell’ambito delle attività municipali dovrà averla letta e firmata. Gli operatori e le operatrici comparteciperanno ad una formazione specifica così da essere preparati a riconoscere e rispondere adeguatamente a situazioni di rischio per le persone minorenni. Il modello, una volta testato a livello municipale, è pensato per essere replicato e scalato all’intero Comune di Genova.
A supporto del progetto è ora disponibile la piattaforma di apprendimento Safe in Town - disponibile al sito childsafeguarding.eu - uno spazio formativo gratuito, multilingue (italiano, inglese, greco, portoghese) rivolto a funzionari pubblici, professionisti, volontari e chiunque lavori o voglia lavorare nella tutela dell’infanzia a livello locale. La piattaforma include un programma di e-learning completo, sessioni interattive, esercitazioni e un centro risorse con materiali di approfondimento, tutto basato sulla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e sugli standard europei in materia.