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Pubblicazioni Closing a Protection Gap

cover-italian-reportIl rapporto "Closing a protection Gap" intende dar voce ai minori non accompagnati e ai loro tutori sulle questioni relative all'istituto della tutela.

Le questioni trattate sono la qualificazione e le responsabilità del tutore in merito all'accoglienza, al ritorno, alle procedure legali e alla definizione della migliore soluzione durevole per il minore.

Gennaio 2011

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Gli standard proposti in questa pubblicazione sono il risultato di un’analisi dei più significativi contenuti espressi dai ragazzi e dai tutori durante il processo di ricerca e analisi condotto nell'ambito del progetto "Closing a Protection Gap" (vedi scheda progetto).

Novembre 2011

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Questa sintesi rappresenta un estratto e traduzione di alcune sezioni del "Rapporto Closing a Protection Gap, Italian National Report 2010- 2011", elaborato nel contesto del Progetto Closing a Protection Gap: core standards for guardians of separated children, cofinanziato nell’ambito del Programma Europeo Daphne III.

Quest pubblicazione è stata possibile grazie al supporto dell'ufficio del Difensore Civico della Regione Emilia Romagna.

Novembre 2011

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The Core Standards for guardians of separated children have been developed to inform, guide and influence parties involved in guardianship for separated children, including guardians, social workers and guardianship organizations and State authorities.

The research countries are: Belgium, Denmark, Germany, Ireland, Italy, the Netherlands, Slovenia and Sweden. These countries reflect different guardianship systems in Europe. The Core Standards for guardians of separated children aim to provide a guardianship instrument to all European countries, irrespective of the different guardianship systems in every country.

November 2011

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DAPHNE

Iniziativa europea per la definizione degli standard per qualificare la tutela dei minori stranieri non accompagnati

In questo momento vi sono in Europa sistemi di tutela completamente diversi. In alcuni paesi questi istituti non sembrano seguire le norme della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo  - ratificata da tutti gli stati membri - e del Commento Generale n. 6 del Comitato ONU sui Diritti del Fanciullo, sul ruolo e la qualifica dell’istituto della tutela. Il tipo di  protezione e cura che riceve un minore non accompagnato dal proprio tutore dipende  dal paese in cui, spesso a caso, si trova. Una politica europea comunitaria e un’armonizzazione pratica dell’istituto della tutela potrebbe ridurre queste divergenze aumentando così i sistemi di protezione dei minori secondo medesimi standard in tutta Europa.
Un sistema della tutela appropriato e funzionante è essenziale per assistere il minore a trovare la giusta soluzione, che si tratti di rimpatrio nel paese di origine, di trasferimento in altro paese (ad esempio per un ricongiungimento famigliare) di integrazione nel paese ospitante.
Vi è una mancanza di linee guida e modelli di tutela. La figura del tutore è spesso poco definita, non è indipendente, manca di competenze e strumenti formativi. L’innovatività del progetto consiste nel basare l’azione  partendo dal punto di vista dei minori e metterla in comparazione con i diritti di cui sono portatori in base alla CRC e alle direttive internazionali. La qualificazione e la standardizzazione dell’istituto della tutela creerà i presupposti affinché i minori non accompagnati fruiscano della protezione di cui hanno diritto e che tale protezione sia effettiva ed efficace poiché basata sui bisogni identificati dai minori stessi nell’ottica di una loro partecipazione diretta.
IL PROGETTO
Il progetto intende contribuire a proteggere i minori non accompagnati migliorando e qualificando maggiormente le procedure per la presa in carico e la tutela del minore stesso attraverso la sua partecipazione e un suoi coinvolgimento nel processo di definizione di standard minimi.
Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, è  attuato in otto paesi dell'Unione (Olanda, Italia, Belgio, Svezia, Danimarca, Slovenia, Irlanda e Germania) con i seguenti partner:
  • Defence for Children The Netherlands
  • Defence for Children - Italia
  • Plate-for Mineurs in Exil - Service Droit des Jeunes - Belgio
  • Save the Children – Svezia
  • Save the Children - Danimarca
  • Slovene Philantropy - Slovenia
  • Irish Refugee Council - Irlanda
  • Bundesfachverband UMF - Germania

La prima fase del progetto è costituita da una ricerca sul territorio dei vari paesi per valutare come viene applicata la tutela dei minori non accompagnati in base alla legislazione vigente. L'esito sarà raccolto in un rapporto con una proposta di standard minimi di tutela che sarà presentato in una conferenza pubblica a Bruxelles al Parlamento e alla Commissione Europei. Tale rapporto sarà elaborato sulla base di una serie di consultazioni con minori al fine di produrre uno strumento basato sulla loro partecipazione, i loro bisogni e diritti.

Seconda fase del progetto è l'elaborazione di uno strumento  destinato ai tutori, per orientarli nel loro percorso con i ragazzi.

Il progetto si concluderà con una fase formativa, con l'organizzazione di un seminario per gli operatori impegnati a vario titolo nel lavoro di supporto ai minori non accompagnati in Italia.

L'iniziativa prevede inoltre la costituzione di un Comitato Nazionale sulla Tutela con carattere consultivo. In Italia partecipano al Comitato:

  • Dott.ssa Laura Baldassarre – UNICEF Italia
  • Prof. Luigi Citarella - Rappresentante Italiano presso il Comitato ONU sui Diritti del Fanciullo e Presidente di Indimi
  • Dr.ssa Stefania Congia - Ministero Welfare 
  • Prof. Gustavo Gozzi - Professore di Diritti Umani e Diritto internazionale presso l'Università di Bologna
  • Dr. Annalisa Faccini - Responsabile dei Servizi Sociali e della tutela presso il Comune di Bologna
  • Prof. Lucio Strumendo  - Ex Pubblico tutore - Regione Veneto
  • Prof. Avv. Daniele Lugli, Difensore civico Regione Emilia Romagna
  • Dott.ssa Elena Rozzi, ASGI
  • Pippo Costella, Direttore Defence for Children International Italia
 

Nel Mondo


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