| Closing a protection gap |
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Iniziativa europea per la definizione degli standard per la qualificazione dei tutori dei minori stranieri non accompagnati In questo momento vi sono in Europa sistemi di tutela completamente diversi. In alcuni paesi questi istituti non sembrano seguire le norme della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo - ratificata da tutti gli stati membri - e del Commento Generale n. 6 del Comitato ONU sui Diritti del Fanciullo, sul ruolo e la qualifica dell’istituto della tutela. Il tipo di protezione e cura che riceve un minore non accompagnato dal proprio tutore dipende dal paese in cui, spesso a caso, si trova. Una politica europea comunitaria e un’armonizzazione pratica dell’istituto della tutela potrebbe ridurre queste divergenze aumentando così i sistemi di protezione dei minori secondo medesimi standard in tutta Europa.
Un sistema della tutela appropriato e funzionante è essenziale per assistere il minore a trovare la giusta soluzione, che si tratti di rimpatrio nel paese di origine, di trasferimento in altro paese (ad esempio per un ricongiungimento famigliare) di integrazione nel paese ospitante.
Vi è una mancanza di linee guida e modelli di tutela. La figura del tutore è spesso poco definita, non è indipendente, manca di competenze e strumenti formativi. L’innovatività del progetto consiste nel basare l’azione partendo dal punto di vista dei minori e metterla in comparazione con i diritti di cui sono portatori in base alla CRC e alle direttive internazionali. La qualificazione e la standardizzazione dell’istituto della tutela creerà i presupposti affinché i minori non accompagnati fruiscano della protezione di cui hanno diritto e che tale protezione sia effettiva ed efficace poiché basata sui bisogni identificati dai minori stessi nell’ottica di una loro partecipazione diretta.
IL PROGETTO
Il progetto intende contribuire a proteggere i minori non accompagnati migliorando e qualificando maggiormente le procedure per la presa in carico e la tutela del minore stesso attraverso la sua partecipazione e un suoi coinvolgimento nel processo di definizione di standard minimi.
Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, sarà attuato in otto paesi dell'Unione (Olanda, Italia, Belgio, Svezia, Danimarca, Slovenia, Irlanda e Germania) con i seguenti partner:
Per lo sviluppo degli standard internazionali:
La prima fase del progetto è costituita da una ricerca sul territorio dei vari paesi per valutare come viene applicata la tutela dei minori non accompagnati in base alla legislazione vigente. L'esito sarà raccolto in un rapporto con una proposta di standard minimi di tutela che sarà presentato in una conferenza pubblica a Bruxelles al Parlamento e alla Commissione Europei. Tale rapporto sarà elaborato sulla base di una serie di consultazioni con minori al fine di produrre uno strumento basato sulla loro partecipazione, i loro bisogni e diritti. Seconda fase del progetto è l'elaborazione di uno strumento child-friendly multilingua destinato ai minori stessi, per informarli e meglio orientarli nel loro percorso. Il progetto si concluderà con una fase formativa, con l'organizzazione di un seminario per gli operatori impegnati a vario titolo nel lavoro di supporto ai minori non accompagnati in Italia. L'iniziativa prevede inoltre la costituzione di un Comitato Nazionale sulla Tutela con carattere consultivo. In Italia partecipano al Comitato:
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