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Progetti in corso

iCARE - Migliorare la situazione dei minorenni coinvolti nei casi di sottrazione internazionale attraverso la cooperazione giudiziaria e la mediazione famigliare

La sottrazione internazionale di minori (ICA) si verifica frequentemente nell'UE, con 1.800 casi all'anno, e ha un immenso impatto psicologico ed emotivo su tutti i minorenni coinvolti, che può essere ulteriormente aggravato da un processo giudiziario lento e complicato a causa della mancanza di un'adeguata cooperazione tra le autorità centrali, operatori legali e mediatori familiari. Sulla base di questa analisi, e considerando l'interesse superiore del minorenne come priorità, il progetto iCare svilupperà e implementerà nuovi strumenti e attività per migliorare la situazione dei minorenni nei casi di ICA attraverso il rafforzamento della cooperazione giudiziaria e la promozione della Mediazione Familiare Internazionale (IFM) quale strumento complementare al procedimento giudiziario. Questo si tradurrà in un processo giudiziario a misura di minorenne, efficiente in termini di costi e di tempo nei casi di sottrazione internazionale di minori. 

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E-PROTECT 2

Il progetto E-PROTECT II  in Italia coordinato da Defence for Children International Italia e dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, promuove un'azione di cooperazione inter-istituzionale a sostegno del pieno recepimento e dell'applicazione della Direttiva UE sui diritti delle vittime (2012/29/UE) in relazione ai minorenni vittime di reato.

L'obiettivo principale è quello di promuovere una metodologia incentrata sui minorenni e basata sui diritti per effettuare la valutazione individuale dei minorenni vittime di reato, in conformità con gli articoli 22-24 della direttiva.

Durante la prima fase di E-PROTECT (2017-2019), è stata sviluppata e testata una metodologia per la valutazione individuale in consultazione con operatori e professionisti dei diversi paesi partner. Dal 2020 al 2022, i partner di E-PROTECT organizzeranno una serie di eventi a livello nazionale, bilaterale ed europeo per promuovere un approccio alla valutazione individuale delle vittime di reato minorenni basato sui diritti e per rafforzare la cooperazione multidisciplinare e inter-istituzionale.

Nell'ambito di tali eventi info-formativi e di scambio, questa serie di incontri coinvolgeranno operatori e professionisti che lavorano con e per i minorenni vittime di reato in diversi ambiti: nelle forze dell'ordine e nel sistema giudiziario, nel settore sociale e della protezione dell'infanzia, nei servizi di assistenza sanitaria e di istruzione e in altri settori rilevanti.

Guarda i video prodotti durante la prima fase di E-Protect http://www.defenceforchildren.it/risorse/video.html

CREW - Contribuire a rinforzare i diritti dei minorenni indagati o imputati nei procedimenti penali in Italia

Il progetto CREW è stato concepito congiuntamente da DCI Italia e dal Ministero della Giustizia a seguito dell'implementazione di un precedente progetto finanziato dalla Commissione Europea "My Lawyer, My Rights", che mirava a sostenere gli Stati Membri nella corretta attuazione delle direttive europee in materia di diritti processuali con un focus particolare ai minori accusati o sospettati di reato.

Obiettivo generale del progetto è quello di sostenere la corretta attuazione delle disposizioni della Direttiva UE 800/2016 sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati in procedimenti penali su tutto il territorio italiano.

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MiRI – Il diritto all’informazione del minorenne nell’ambito dei procedimenti civili

Il progetto MiRi, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Justice Action Grants 2018, ha ad oggetto il diritto dei minori a ricevere adeguate informazioni nei procedimenti civili transfrontalieri che li riguardano.

Il diritto fondamentale del minore di partecipare e di esprimere le proprie opinioni nei procedimenti che lo riguardano è uno dei principi guida della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989 (come affermato nell'articolo 12), e consiste in uno delle principali condizioni preliminari per garantire che l'interesse superiore del minore sia preso in considerazione primaria in tutti i casi che lo riguardano. Il diritto dei minori di essere ascoltati nell'ambito di procedimenti legali è garantito anche dalla Convenzione europea sulla protezione dei diritti dell'uomo (CEDU), come incorporata nell'art. 8 secondo l'interpretazione data dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Di conseguenza, gli stessi principi sono contenuti nell'art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in base alla quale i regolamenti dell'UE, come il regolamento (CE) n. 2201/2003, hanno esplicitamente dichiarato che a un minore deve essere data l'opportunità di essere ascoltato in procedimenti giudiziari.

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Child Friendly Justice in Action!

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Il progetto “Child Friendly Justice in Action” finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea è stato lanciato da Defence for Children International – Europa in sei paesi europei. Il progetto mira a orientare e promuovere l’adattamento dei procedimenti amministrativi alle specifiche esigenze dei minorenni, secondo i principi su cui si fondano le Linee Guida del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minorenne. Il progetto “Child Friendly Justice in Action!” finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea è stato lanciato da Defence for Children International – Europa in sei paesi europei. Il progetto mira a orientare e promuovere l’adattamento dei procedimenti amministrativi alle specifiche esigenze dei bambini e dei ragazzi, secondo i principi su cui si fondano le Linee Guida del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minore. 

La prima fase del progetto prevede una serie di ricerche nei diversi paesi, volte a ottenere un quadro generale sull’applicazione dei principi della giustizia a misura di minore nell’ambito dei procedimenti amministrativi. In Italia, l'analisi avrà un focus specifico sul diritto dell’immigrazione applicato ai minorenni stranieri non accompagnati dinanzi alle autorità giudiziarie. La seconda parte della ricerca prevede delle consultazioni con i ragazzi per raccogliere le loro esperienze dirette e cercare di capire le loro impressioni rispetto alle questioni citate. Sulla base delle informazioni raccolte, verrà elaborato un Toolkit per operatori e una serie di azioni di advocacy.

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