La realtà è molto diversa da quella della fiction Mare Fuori

La realtà è molto diversa da quella della fiction Mare Fuori | | Movimento Globale per i Diritti dell’Infanzia

La realtà è molto diversa da quella della fiction Mare Fuori
12 March 2025

“Nella giornata in cui viene lanciata la quinta stagione della famosa serie Rai ‘Mare Fuori’, occorre ricordare come la realtà dei fatti, in tema di giustizia minorile, sia molto distante dalla rappresentazione televisiva”. Ad affermarlo è Pippo Costella, direttore di Defence for Children Italia. 

“Il sistema di giustizia minorile in Italia è in un continuo e rapido declino - spiega Costella -. Ogni giorno assistiamo ad un utilizzo sempre più esteso delle misure detentive, ad un’inadeguatezza della programmazione socio-educativa e a misure punitive e disciplinari sempre più marcate. Disposizioni in netto contrasto con i principi e le norme che avevano reso la nostra legislazione, e la sua caratteristica vocazione educativa, un esempio a livello internazionale”. I primi a farne le spese in questo sistema di giustizia sono soprattutto i minorenni che raggiungono da soli il nostro Paese. 

Dall’analisi della situazione di Defence for Children Italia,  realizzata in questa edizione tematica, in collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, emerge chiaramente come la sproporzionata presenza di minori stranieri all’interno degli istituti penali minorili corrisponda alle  carenze e disfunzioni del sistema di accoglienza. Un sistema sempre più distante da quanto prevede la norma.

Sempre di più, nelle nostre città, la mancata accoglienza delle persone minorenni straniere non accompagnate determina situazioni di sbandamento e vulnerabilità che spesso si risolvono in problemi con la giustizia. Una giustizia che paradossalmente si trova a dover sopportare il peso di una mancata applicazione della legge in ambito civile.

“La legge 47 del 2017 dovrebbe garantire misure di protezione adeguate per i minorenni e una gestione del fenomeno sostenibile ed efficace - sottolinea il direttore di Defence for Children Italia,  Pippo Costella -. Purtroppo tanti ragazzi si ritrovano ad affrontare circostanze di estrema precarietà che li rendono talvolta vittime e talvolta autori di reato”. “In conseguenza della mancata applicazione di ciò che prevede il nostro ordinamento civile, molti ragazzi si ritrovano spesso a dover affrontare il sistema penale - aggiunge Costella -. Si tratta di un paradosso che deve invitare ad agire subito per creare adeguate misure preventive ed evitare derive drammatiche per i ragazzi e per la società nel suo complesso”.

Proprio sulla vulnerabilità e la divergenza tra dettato normativo e realtà dei fatti si concentra il nuovo rapporto di Defence for Children “Tra civile e penale: quale giustizia per i minorenni stranieri non accompagnati” realizzato a seguito di un’analisi condotta nel corso del 2024 con il supporto del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità e il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Oggi la presenza di minori stranieri non accompagnati in Italia è più bassa rispetto al passato: 17.542 al 31/01/2025 contro i 21.991 registrati al 31/01/2024 (cifre che  includono anche circa 4.000 minori ucraini). A questa diminuzione, però, non corrisponde un decremento dei minori stranieri non accompagnati attualmente detenuti negli IPM che invece sono in aumento: al 28/02/2025 si registrano 327 stranieri su un totale di 629 ragazzi, mentre un anno prima, al 28/02/2024, erano 267 su un totale di 523 presenze.

 

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