La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Convenzione ONU sui diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza

La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza | Defence For Children Italia | Movimento Globale per i Diritti dell’Infanzia

La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Il riferimento globale per i diritti di bambine, bambini e adolescenti.

La Convenzione riconosce per la prima volta che tutte le persone minorenni sono titolari a pieno titolo di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. Non beneficiarie di “aiuto”, ma persone e cittadine/i con diritti da rispettare e rendere esigibili.

È il pilastro di tutto il nostro lavoro. Definisce principi validi in tutto il mondo, indipendentemente dall’origine sociale, culturale, etnica o religiosa. A partire da questi principi, lavoriamo perché bambine, bambini, ragazze e ragazzi possano partecipare alla vita familiare, sociale, culturale e civile come soggetti di diritti.

La Convenzione in sintesi

Che cos’è la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza?

La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) è il primo trattato internazionale che riconosce in modo organico i diritti di tutte le persone minorenni. Stabilisce che bambine, bambini, ragazze e ragazzi sono titolari di diritti propri e che Stati, istituzioni e adulti hanno il dovere di rispettarli, proteggerli e renderli effettivi.

Diritti riconosciuti

54 articoli.

I primi 41 articoli enunciano diritti civili, politici, economici, sociali e culturali: dal diritto all’identità a quello all’istruzione, dalla protezione contro ogni forma di violenza al diritto alla partecipazione. La persona minorenne viene riconosciuta come titolare di diritti in tutte le dimensioni della vita.

Struttura della Convenzione

Tre parti.

Parte I (artt. 1–41): enunciazione dei diritti. Parte II (artt. 42–45): organismi e modalità di monitoraggio, in particolare il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia. Parte III (artt. 46–54): procedure di ratifica e disposizioni finali.

Universalità

Una visione globale.

La Convenzione si applica a tutte le persone minorenni, senza alcuna discriminazione legata a origine, status giuridico, situazione familiare, condizione economica, credo religioso o opinioni. È un riferimento comune a livello globale per politiche, leggi e pratiche che riguardano l’infanzia e l’adolescenza.

 
Principi guida

I quattro principi fondamentali che orientano tutti gli articoli.

La Convenzione individua quattro principi che devono orientare l’interpretazione e l’applicazione di tutti i diritti: non sono “diritti in più”, ma criteri trasversali per leggere ogni situazione che coinvolge persone minorenni.

Art. 2

Non discriminazione

Tutti i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a ogni persona minorenne, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione propria o dei genitori, origine nazionale o sociale, disabilità, status migratorio o qualsiasi altra condizione. Nessun bambino o bambina può essere escluso o trattato con minore dignità.

Art. 3

Superiore interesse

In ogni decisione, legge, politica, provvedimento o iniziativa – pubblica o privata – che riguarda persone minorenni, il loro superiore interesse deve essere una considerazione preminente. Significa valutare concretamente l’impatto sulle loro vite e assumere decisioni che tutelino i loro diritti nel modo più efficace possibile.

Art. 6

Vita, sopravvivenza e sviluppo

Gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per garantire la vita, la sopravvivenza e il pieno sviluppo delle persone minorenni. Non solo in senso fisico, ma anche emotivo, sociale, cognitivo e relazionale, anche attraverso la cooperazione internazionale.

Art. 12

Ascolto e partecipazione

Bambine, bambini, ragazze e ragazzi hanno il diritto di esprimere liberamente la propria opinione su tutte le questioni che li riguardano e di vederla presa in seria considerazione. Devono essere ascoltati nei procedimenti giudiziari, amministrativi e in ogni processo decisionale che impatta sulla loro vita.

 
Strumenti aggiuntivi

I tre Protocolli opzionali: protezione rafforzata e meccanismi di reclamo.

Alla Convenzione si affiancano tre Protocolli opzionali che approfondiscono ambiti specifici di tutela. L’Italia li ha ratificati tutti, rendendoli integralmente applicabili nel territorio nazionale.

Primo Protocollo

Vendita di minorenni, prostituzione e pornografia

Rafforza gli obblighi degli Stati nella prevenzione, repressione e punizione della vendita, prostituzione e pornografia di persone minorenni. Chiede misure di protezione, supporto e riparazione per le vittime e cooperazione internazionale per contrastare questi crimini.

Secondo Protocollo

Coinvolgimento nei conflitti armati

Stabilisce standard più rigorosi per prevenire il reclutamento e l’impiego di persone minorenni nei conflitti armati. Riguarda sia le forze armate statali sia i gruppi armati non statali, e prevede misure di reintegrazione per chi è stato coinvolto nei conflitti.

Terzo Protocollo

Procedura di reclamo individuale

Introduce la possibilità, per persone minorenni o loro rappresentanti, di presentare comunicazioni (segnalazioni e veri e propri reclami) al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in caso di violazioni dei diritti riconosciuti dalla Convenzione e dagli altri Protocolli opzionali.

 
Il ruolo di Defence for Children

Dal processo di stesura alla tutela quotidiana dei diritti.

Un movimento globale nato insieme alla Convenzione. Fondato nel 1979 da Nigel Cantwell e Canon Moerman, il Movimento Globale Defence for Children International ha contribuito attivamente al processo di stesura della Convenzione, approvata nel 1989 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi DCI è uno dei principali movimenti per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, impegnato a vigilare e promuovere l’attuazione effettiva della CRC a livello locale, nazionale e internazionale.

La nostra visione è che ogni bambina, bambino, ragazza e ragazzo possa vivere in una società giusta e responsabile, in cui i diritti umani siano pienamente riconosciuti e resi esigibili. Questo significa lavorare in modo trasparente, responsabile, sostenibile e socialmente trasformativo, mettendo sempre al centro le persone minorenni.

 
Il nostro riferimento quotidiano

Come Defence for Children Italia utilizza la Convenzione.

Per Defence for Children Italia, la Convenzione non è solo un testo giuridico, ma uno strumento pratico per leggere la realtà, progettare interventi e valutare politiche e servizi. Tutte le nostre azioni di monitoraggio, analisi, advocacy e sperimentazione sono basate sui principi sanciti dalla CRC.

  • Monitoriamo l’attuazione della Convenzione in Italia nei diversi ambiti: giustizia minorile, migrazione, partecipazione, protezione e benessere, educazione.
  • Proponiamo cambiamenti normativi e di policy perché leggi e strategie siano coerenti con gli standard internazionali.
  • Accompagniamo enti e servizi nell’adozione di politiche di protezione e benessere (child safeguarding) coerenti con la CRC.
  • Coinvolgiamo le persone minorenni in percorsi di partecipazione, affinché la loro voce orienti concretamente le decisioni che li riguardano.
  • Costruiamo ricerca e progettazione che rendano visibili le disuguaglianze e sperimentino nuove pratiche per dare effettività ai diritti.
Dal testo dei diritti alle scelte quotidiane. Utilizziamo la Convenzione come lente per valutare se una politica, un servizio, un progetto o una pratica rispettano il superiore interesse delle persone minorenni, garantiscono la non discriminazione, promuovono la loro partecipazione e sostengono la loro vita, sopravvivenza e sviluppo.

Vuoi usare la Convenzione come strumento di lavoro e di cittadinanza?

La CRC non è destinata solo a giuristi o decisori politici. Può essere uno strumento concreto per scuole, servizi, enti del terzo settore, gruppi giovanili, famiglie e singole persone interessate a promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nei propri contesti.

 

 

Il mondo attraverso gli occhi dei bambini: le loro immagini, i loro diritti

La suggestiva raccolta di immagini che Steve McCurry propone nella mostra “Children”, in mostra al Palazzo Ducale a Genova dal 25 Novembre 2023 al 10 Marzo 2024, ci avvicina a situazioni che, anche se lontane, ci guardano e ci riguardano.

Le bambine e i bambini ritratti dal fotografo americano, sono parte della nostra stessa umanità e dimostrano, nel silenzio delle immagini, come sia possibile adattarsi  “filosoficamente” in un mondo creato dagli adulti, anche quando questo è inadatto e poco congeniale. In questa prospettiva, la mostra fotografica, incontra la visione e l’azione di Defence for Children International Italia, un’organizzazione impegnata nel mondo a lavorare con e per i bambini e le bambine con l’obiettivo di promuovere i loro diritti umani.

I principi evocati attraverso i diritti, che ad ogni bambina e ad ogni bambino vanno riconosciuti, ci consentono di scoprire insieme alla bellezza e alla forza dell’infanzia nei diversi contesti di appartenenza, anche la distanza tra ciò che andrebbe riconosciuto ed invece viene sistematicamente negato.

Il viaggio nel mondo con i bambini e le bambine proposto da McCurry sollecita benevolmente a comprendere come una grande porzione delle nostre azioni non siano “a misura di bambino” e, dunque, a misura di qualsiasi essere umano.

A contrappunto del percorso visuale è proprio Defence for Children a suggerire questa importante relazione tra i bambini protagonisti delle immagini e i contesti, sempre presenti nelle immagini di McCurry, nei quali si realizzano le loro storie.

Un accostamento utilmente evocato dalle immagini della mostra per comprendere meglio la necessità di riconoscere, attraverso lo sguardo di ogni bambino e bambina, la titolarità dei suoi diritti insieme alla necessità di una nostra concreta ed immediata azione nel mondo.

 

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