
In un’Europa sempre più interconnessa, le controversie familiari transfrontaliere sono diventate più frequenti. Nel contesto delle separazioni, dei divorzi e dei necessari accordi sulla responsabilità genitoriale, il rischio di sottrazione internazionale di minori è ancora presente.
Queste situazioni complesse spesso coinvolgono più sistemi giuridici, differenze culturali e, soprattutto, i diritti e il benessere delle persone minorenni coinvolte. La mediazione familiare internazionale (o transfrontaliera) è emersa come uno strumento prezioso per affrontare le sottrazioni internazionali di persone minorenni, offrendo un processo strutturato ma flessibile volto a facilitare la comprensione reciproca e accordi sostenibili tra genitori residenti in Paesi diversi.
I potenziali effetti positivi della mediazione familiare internazionale sono stati riconosciuti dal legislatore dell’UE: il regolamento (UE) n. 2019/1111 (BruxellesII-ter), all’art. 25, ha introdotto l’obbligo esplicito per il giudice nei procedimenti di sottrazione di minori di invitare le parti a considerare la possibilità di sottoporsi alla mediazione.
Questo rapporto presenta i risultati della ricerca nazionale sul sistema giuridico italiano, intrapresa nell’ambito delle attività del progetto cofinanziato dall’UE “iCare2”. La ricerca valuta come il regolamento Bruxelles II-ter sia stato applicato in Italia, identificando le sfide nella sua applicazione e valutando il suo successo nel migliorare la cooperazione giudiziaria, nel risolvere i casi di sottrazione internazionale di minori e nel promuovere la mediazione familiare.