Sintesi
Il Comune di Genova - Direzione Musei - Servizi Educativi - Musei Civici - in collaborazione con Defence for Children International Italia, avvia una serie di attività di rigenerazione artistica e culturale presso i Musei Civici, incentrate sull’integrazione culturale, il dialogo e il confronto, coinvolgendo le comunità di stranieri presenti in città. Le azioni saranno declinate a seconda delle collezioni, della mission del museo e delle esigenze culturali specifiche del quartiere di riferimento.
“Tutto Mondo” due parole di Edouard Glissant (1928-2011), scrittore, poeta e saggista francese che si propongono come sintesi di una visione che concepisce l’espressione umana, artistica e culturale, anche quando prodotta localmente, come dimensione sempre connessa al resto del mondo. Lo stesso Glissant, innamorato di Genova di cui era assiduo visitatore, sostiene che proprio questa città, nella sua morfologia tra la montagna e il mare, poteva rappresentare la metafora dell’incontro tra elementi diversi. Un incontro capace di determinare qualcosa che non era mai stato detto, visto o pensato. Sempre Glissant vede e sente in Genova il luogo delle mille partenze, dei mille passaggi, del sogno e delle molteplici e imperscrutabili relazioni tra il Mediterraneo e l’Oceano.
Sono queste suggestive riflessioni a sollecitare l’intenzione di riscoprire il patrimonio culturale di Genova mettendolo in relazione con i molteplici stimoli, i segni e le presenze che, arrivati dal mondo, sono oggi presenti nella città. Il progetto vuole rendere accessibili i Musei Civici a quella parte della comunità - stranieri, migranti, rifugiati - che non li sente propri, sia per distanza culturale, sia per difficoltà di integrazione sociale, economica e culturale. In questa prospettiva la rete museale mette a disposizione, idealmente e concretamente, spazi, azioni e percorsi generativi di incontri tra diverse prospettive artistiche, sociali e culturali portate dai soggetti stranieri che saranno coinvolti. Si tratta di un’accoglienza per ascoltare voci che spesso non trovano dignità di parola, ma anche per ottenere punti e spunti prospettici diversi e utili a rigenerare il patrimonio culturale del passato proiettandolo verso il futuro. L’idea appare particolarmente sintonizzata con la suggestione indicata dalla Biennale di Venezia 2024 intitolata “Stranieri Ovunque” dalla quale è possibile trarre qualche orientamento operativo.