

Secondo la Commissione europea, ogni anno nel territorio dell’Unione europea più di 1 milione di ragazzi e ragazze deve affrontare un procedimento giudiziario penale. Se è vero che un sistema giuridico deve perseguire lo stato di diritto e i principi di un processo equo, è altrettanto vero che le persone minorenni sospettate, accusate e imputate di un reato devono essere protette e devono entrare in contatto con una giustizia a misura di minorenne.
Il procedimento penale deve essere concepito come un’opportunità per un ragazzo o una ragazza di crescere e integrarsi nella società. Quando si tratta di minorenni, la commissione di un reato deve essere letta innanzitutto come l’espressione di una condizione di difficoltà e deve costituire l’occasione, per la società, di riconoscere una possibile situazione critica e di affrontare il problema.
A tal fine, la giustizia penale minorile deve essere sensibile ai bisogni e ai diritti delle persone minorenni. La presente Guida alle buone pratiche è concepita come uno strumento pratico per i professionisti e gli operatori del sistema penale minorile, affinché possano facilmente comprendere e applicare gli standard di base di cui ogni minorenne dovrebbe godere quando entra in contatto con la giustizia. Partendo dall’analisi della legislazione in materia (a livello internazionale, europeo e nazionale) e dalla ricerca sull’attuale attuazione pratica della Direttiva 2016/800/UE in sei Stati membri, la Guida evidenzia le aree più importanti in cui il rispetto degli standard della Direttiva richiede una particolare attenzione.
Il sistema di giustizia penale minorile si basa sul lavoro di molteplici attori, ognuno dei quali svolge un ruolo cruciale per il benessere e lo sviluppo dei minorenni che entrano in contatto con questa realtà. È fondamentale che questi attori ricevano una guida adeguata su come lavorare con i ragazzi. È altrettanto cruciale che i professionisti coinvolti si percepiscano come parte di un sistema, per il quale la cooperazione è essenziale per raggiungere gli obiettivi di una giustizia a misura di minorenne imposti dal diritto internazionale e dell’Unione europea. In particolare: Agenti di polizia o Giudici, Pubblici ministeri o Avvocati, Agenti di sorveglianza, Servizi sociali, Educatori professionali, Operatori che lavorano nei centri di detenzione per minorenni e nelle comunità.
La Lettera dei diritti è un veicolo di informazione per i ragazze e le ragazze a contatto con la giustizia penale. Formulata sulla base dei risultati della ricerca e delle attività laboratoriali, la Lettera è stata sottoposta all’attenzione di alcuni ragazzi, ragazze e giovani adulti quale consultazione partecipata, sia per quanto riguarda il contenuto e il linguaggio, sia per quanto riguarda la grafica.
L’auspicio è che la Lettera sia messa a disposizione dei ragazzi e delle ragazze nelle comunità, nei centri di prima accoglienza, nelle questure, ecc., quale strumento di informazione sui diritti sin dal primo contatto con il sistema giustizia. Affinché la Lettera raggiunga il suo scopo, i professionisti e gli operatori dovrebbero assicurarsi che essa sia eventualmente accompagnata da un confronto esplicativo e di assistenza nell’assimilazione e comprensione dei contenuti.
Questi documenti sono stati sviluppati nell’ambito del progetto Just Closer, cofinanziato dall’Unione Europea, e sono disponibili in inglese, italiano e olandese.
Il progetto Just Closer mira a rafforzare il rispetto dei diritti processuali delle persone minorenni in conflitto con il sistema giudiziario, valorizzando le loro voci e le loro raccomandazioni e promuovendo la loro partecipazione attiva, creando al contempo un hub minorile di modelli positivi e rafforzando le competenze dei professionisti che lavorano con e per i minorenni.
