Minorenni in carcere, è allarme: le associazioni scrivono all’Onu

Minorenni in carcere, è allarme: le associazioni scrivono all’Onu | Defence For Children Italia | Movimento Globale per i Diritti dell’Infanzia

Minorenni in carcere, è allarme: le associazioni scrivono all’Onu
4 agosto 2025

Antigone, Defence for Children Italia, Libera e Gruppo Abele hanno inviato una submission ufficiale al Comitato Onu che monitora l’attuazione della convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza per denunciare la regressione della giustizia minorile in Italia. E al ministro Salvini che vorrebbe equiparare i minorenni che compiono reato ai maggiorenni dicono che «è una resa culturale».

 

 

A fine giugno, l’appello congiunto. Ora Antigone, Defence for Children Italia, Libera e Gruppo Abele hanno inviato insieme una submission ufficiale al Comitato Onu sui Diritti dell’Infanzia per denunciare la regressione della giustizia minorile in Italia. Il Comitato infatti entro l’anno valuterà la situazione italiana e la società civile aveva la possibilità di presentare dei propri documenti, entro il 1° agosto.

Nelle stesse ore, il ministro alle Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini ha presentato una proposta per equiparare le pene dei reati commessi dai minorenni a quelle commesse dagli adulti. «Leggevo numeri incredibili, 44mila reati commessi da minori in un anno. Equiparare l’episodio delittuoso del minore a quello del maggiore, secondo me, ormai è doveroso perché i 15-16-17 anni di oggi non sono quelli dei miei tempi, quando non c’erano i telefonini e i social. Negli anni ’60-70-80 non giravi col coltello, giravi col coltello se andavi a funghi però non ti venivano altre idee di questo genere» ha detto il vicepremier.

«Una proposta che ignora la Costituzione e i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza», affermano in una nota Antigone, Defence for Children, Libera e Gruppo Abele. «Pensare che a 16 anni si sia già colpevoli come un adulto è una resa culturale e politica, non una risposta ai bisogni della collettività. La nostra Costituzione e la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia indicano con chiarezza che l’obiettivo della giustizia minorile è prendere in carico i ragazzi, non punirli». 

 

"Le carceri minorili si stanno trasformando in luoghi di abbandono. La risposta dello Stato è la punizione, la repressione, l’isolamento, ma così si viola la Costituzione, si tradiscono gli impegni internazionali e si spezzano vite in crescita"
 

 

La situazione negli Istituti Penali per Minorenni – come più volte denunciato dalle associazioni – è molto critica. «Le carceri minorili si stanno trasformando in luoghi di abbandono. La risposta dello Stato è la punizione, la repressione, l’isolamento – affermano i promotori dell’appello – ma così si viola la Costituzione, si tradiscono gli impegni internazionali e si spezzano vite in crescita». Dal 2022 a oggi, il numero di giovani detenuti negli Ipm è aumentato del 55%, passando da 392 a 611 presenze. Un’impennata dovuta in larga parte al cosiddetto Decreto Caivano che, entrato in vigore nel settembre 2023, ha ampliato la possibilità di custodia cautelare per i minorenni e ridotto l’utilizzo delle misure alternative al carcere. Molti giovani che hanno compiuto il reato da minorenni e che prima potevano permanere in Ipm fino ai 25 anni sono stati trasferiti in carceri per adulti al compimento della maggiore età, pratica che il Decreto Caivano ha grandemente facilitato in chiave punitiva nel totale disinteresse per il percorso educativo del giovane.

 

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