
Dopo quasi 15 anni di collaborazione, Defence for Children International Italia ha deciso di porre fine alla sua collaborazione con il Servizio Sociale Internazionale (ISS).
Riteniamo questa separazione necessaria, poiché troviamo intollerabile che un’organizzazione che si occupa di bambini e famiglie non prenda una posizione chiara riguardo al genocidio in corso della popolazione di Gaza da parte del governo israeliano.
Non possiamo concepire un servizio sociale funzionare senza un riferimento diretto e preciso, e un rispetto per il diritto internazionale. La neutralità professata dall’organizzazione per giustificare la sua inazione dimostra, a nostro avviso, una posizione ipocrita che è complice nell’affermazione sempre più silenziosa della violenza.
Il silenzio è una mancanza di espressione, parole e posizione. In questa assenza, non possiamo essere credibili nel nostro sostegno ai bambini e alle famiglie che l’ISS afferma di voler proteggere. Questo silenzio nasconde una falsa tregua e uno stato illusorio di pace in cui i bambini e i civili continuano a morire e soffrire a causa del massacro in corso. Molti stati scelgono di voltarsi dall’altra parte per non compromettere i propri interessi. Individui e organizzazioni in tutto il mondo hanno mantenuto lo stesso silenzio, con poche eccezioni, scegliendo di non rispondere al nostro appello.
Abbiamo chiesto al Servizio Sociale Internazionale di prendere una posizione, ma l’organizzazione ha rifiutato, offrendo motivazioni vaghe e poco convincenti e dichiarando una neutralità priva di obiettivi o fondamenti legittimi.
A nostro avviso, questa presunta neutralità rischia di essere parte sostanziale delle condizioni che sostengono la violenza in corso inflitta alla popolazione palestinese a Gaza e, sempre di più, in Cisgiordania. Siamo delusi da questo silenzio e da questa giustificazione superficiale, poiché ci fa considerare e sentire di aver investito tempo ed energie in un’organizzazione che non è in grado di pronunciare parole di giustizia.
Stiamo usando consapevolmente termini forti, ma la situazione che l’organizzazione ha scelto di ignorare è molto più dura e tragica di quanto suggeriscano queste parole. Il Servizio Sociale Internazionale collabora ancora con un’agenzia governativa israeliana che, come membro dell’Assemblea, ha avuto l’audacia pochi mesi fa di giustificare e proporre i massacri in corso come legittimi. Abbiamo cercato una risposta su questa questione, ma ancora una volta c’è stato silenzio.
Abbiamo partecipato alle celebrazioni del centenario del Servizio Sociale Internazionale, credendo che questa tradizione potesse portare qualità, saggezza e chiarezza nel sistema organizzativo. Tuttavia, la situazione attuale e il silenzio circostante confermano che essere semplicemente anziani non è sufficiente; è anche necessario considerare da che parte della storia si desidera stare.
Speriamo che la nostra partenza dall’organizzazione susciti una riflessione tra i suoi membri e professionisti. Il loro silenzio ci ha profondamente deluso.
Ci troviamo in un momento storico che ci chiama, se vogliamo davvero sostenere i bambini, a comprendere cosa significhi essere adulti e a prendere una posizione nel mondo di conseguenza. La nostra scelta è guidata dalla legge e dal rifiuto della violenza. È una scelta che non permette silenzi né collusioni con coloro che scelgono di voltarsi dall’altra parte.
Defence for Children International Italia