






Antigone, Defence for Children e Libera guidano un percorso condiviso e partecipato per ripensare la giustizia minorile in Italia e promuovere processi di riforma
Gli Stati Generali della giustizia minorile, un percorso nazionale "per ripensare il sistema minorile italiano e contrastare la deriva repressiva". Promossi da Antigone, Defence for Children Italia e Libera, prevedono la partecipazione di 150 esperti che in sei tavoli di lavoro tematici, da maggio a novembre, apriranno una riflessione ampia sul presente e sul futuro della giustizia minorile in Italia ed elaboreranno proposte concrete da sottoporre al Governo e al Parlamento.
L’iniziativa, sottolinea il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella "nasce dalla consapevolezza che il sistema della giustizia minorile italiana stia attraversando una fase di profonda crisi. Un modello che per decenni è stato considerato all’avanguardia in Europa per il suo approccio educativo, la centralità dei percorsi di reinserimento e la residualità della detenzione, sta progressivamente cedendo il passo a una logica sempre più repressiva e punitiva". Già nel giugno 2025 le tre organizzazioni promotrici avevano lanciato un appello pubblico per denunciare la regressione del sistema della giustizia minorile e chiedere un cambio di rotta.
I sei tavoli affronteranno i principali nodi critici del sistema: questione giovanile e reazione penale; detenzione minorile; area penale esterna, messa alla prova e comunità minorili; giovani migranti e sistema di giustizia minorile; competenze, organizzazione e risorse; salute a misura di minorenne "Di fronte all’aumento della detenzione minorile, al sovraffollamento negli istituti penali per minorenni e al progressivo indebolimento dell’approccio educativo che ha reso il sistema italiano un modello internazionale, è necessario aprire uno spazio serio di confronto pubblico", dichiarano i promotori.
"Vogliamo costruire proposte concrete per restituire centralità ai diritti dei ragazzi e delle ragazze e riaffermare una giustizia capace di accompagnare, educare e includere, invece di punire e marginalizzare, per riaffermare una cultura basata sui diritti umani e sui diritti delle persone minorenni così come richiamato dagli standard internazionali e dalla nostra stessa legislazione".
I lavori finali confluiranno in un documento conclusivo contenente linee di indirizzo e proposte di riforma che saranno illustrate durante una conferenza conclusiva che si terrà nel mese di novembre 2026 a Roma.





